Scritto da Redazione Sabato 03 Luglio 2010 21:05
Roma, domenica 4 luglio 2010 – XIV t.ordinario – Is 66,10-14c; Sal 66; Gal 6,14-18; Lc 10,1-12.17-20
Almeno le prime due letture, piuttosto che illustrarle preferirei ripeterle a memoria. Sono entrambe di una bellezza struggente: la prima, cioè l’ultima pagina di quel grande libro profetico che è Isaia (di cui ormai sappiamo che è stato scritto abbracciando almeno tre secoli e quindi in tre tempi e da tre mani, cuori o gruppi profetici differenti, ma con quella profonda unità di disegno che soltanto il Verbo divino può svelare), è commovente nell’esprimere con accenti poetici la tenerezza dell’amore di un Dio che si fa carezza, grembo accogliente, fiume di pace, seno caldo che allatta uno per uno, tutti e ciascuno; la seconda, è anch’essa una pagina conclusiva e travolgente, del nostro Paolo.
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Roma, martedì 29 giugno 2010 – SS.Pietro e Paolo – Messa vespertina: At 3,1-10; Sal 18; Gal 1,11-20; Gv 21,15-19; Messa del giorno: At 12,1-11; 2Tm 4,6-8.17-18; Mt 16,13-19
Roma, domenica 27 giugno 2010 – XIII t. ordinario – 1Re 19,16B.19-21; Sal 16; Gal 5,1.13-18; Lc 9,51-62
Chi parla così? La sposa. E quale sposa? L'anima assetata di Dio. E a chi parla? Al suo Dio. Non si potrebbero trovare nomi più teneri per esprimere la tenerezza reciproca di Dio e dell'anima, che quelli di Sposo e sposa. Tutto è loro in comune, non posseggono nulla di proprio, né da parte. Unica è la loro eredità, una sola è anche la carne che essi costituiscono insieme, come dice la Scrittura.